AVVOCATURA ED INFORMATICA
HD, SW, WEB, PEC, HUB, SMART CARD, USB, SERVER, CRASH, LOOP, POLISWEB non sono le nuove clausole di contrattualistica internazionale inserite negli incoterms ma il linguaggio informatico con cui l’avvocato deve familiarizzare per restare al passo con i tempi.
Il legislatore ha voluto accelerare l’introduzione dei sistemi informatici e della telematica nell’erogazione dei servizi ai cittadini e ormai molte pubbliche amministrazioni si stanno attrezzando per rilasciare le carte d’identità elettroniche, inviare i certificati di residenza presso la casella di posta certificata del cittadino, per ricevere i documenti di gara in formato digitale, etc.
L’amministrazione della Giustizia non è da meno ed in collaborazione con l’Avvocatura ha avviato un percorso di informatizzazione presso gli uffici giudiziari che sta già dando i primi frutti.
Chi si è dotato di smat card e firma digitale ha già potuto apprezzare quanto sia comodo consultare lo stato dei fascicoli delle proprie cause grazie alla piattaforma Polisweb. Utilizzando un semplice Pc ( e per i più evoluti anche uno smartphone) è possibile interrogare il server ove vengono registrati tutti i “movimenti” che riguardano la storia del fascicolo di causa: dall’iscrizione a ruolo all’assegnazione del fascicolo al magistrato, dalla fissazione dei termini al deposito di memorie e documenti.
Polisweb è già una realtà ma molti avvocati paiono non saperlo.
Il Tribunale di Venezia sede centrale ma ancor più altri Tribunali a noi vicini, come Treviso e tutte le sue sedi distaccate, stanno applicando la piattaforma Polisweb. Il Tribunale di Padova (e presto quello di Venezia) è già attrezzato per ricevere in via esclusivamente telematica la richiesta di ingiunzione di pagamento ed i documenti correlati.
A questo punto sorge spontanea la domanda: perché il nuovo Tribunale di San Donà di Piave non ha ancora attivato ila piattaforma polisweb?
Quando si iscrive una causa presso il ruolo generale della cancelleria civile di Venezia ci viene immediatamente comunicato il numero di ruolo. In alcuni Tribunali (Bassano) sono già operativi hardware e software che consentono di leggere sulla nota di iscrizione a ruolo un codice a barre che in una frazione di secondo carica tutti i dati della causa, parti comprese.
Tali sistemi consentono di migliorare il servizio verso il cittadino e di agevolare il rapporto tra avvocati e cancellerie ma soprattutto sono l’unico modo per rendere un po’ più efficace il Sistema Giustizia in assenza di risorse economiche ed umane. L’auspicato aumento di queste ultime, poi, non sarà mai sufficiente se, come ha voluto precisare la Presidente della Corte d’Appello, in occasione della inaugurazione del nuovo Tribunale di San Donà, non si cambia la mentalità e l’approccio ai problemi.
La Camera Avvocati di San Donà ha promosso dei tavoli di lavoro e di confronto, coinvolgendo i Giudici e il personale di cancelleria per essere tutti assieme protagonisti del cambiamento ed ha offerto la tangibile e concreta disponibilità di risorse umane ed economiche.
Vi è un solo imperativo: iniziare subito, senza alcuna titubanza, con l’applicazione dei sistemi informatici: polisweb, processo telematico, comunicazioni a mezzo posta elettronica certificata, deposito della documentazione in forma digitale.
Gli avvocati possono e devono essere co-protagonisti di questo cambiamento di mentalità ma deve essere riconosciuta la dignità del ruolo che ricoprono. Va definitivamente bandita quella idea che talvolta si respira nei corridoi del Palazzo di Giustizia ovvero che l’avvocato sia poco più di uno “sponsor” utile per l’acquisto delle risme di carta o dei fogli uso bollo ma che non deve essere consultato per le decisioni che riguardano l’organizzazione della Giustizia.
Il nuovo Tribunale di San Donà sta alimentando enormi aspettative nella cittadinanza.
Si è diffusa l’idea che una volta creato l’involucro (il Palazzo di Vetro) siano definitamente risolti i problemi della Giustizia.
Sappiamo che così non è ma dobbiamo impegnarci tutti per soddisfare, almeno in parte, queste aspettative di efficienza ed efficacia.
La tecnologia ci può aiutare ed è ciò che auspichiamo avvenga.
Ma è pronta l’avvocatura a tali innovazioni?
Abbiamo condotto un’indagine per conoscere quanto i colleghi iscritti alla Camera Avvocati utilizzano e sono avvezzi con la posta elettronica certificata, con la firma digitale, con l’archiviazione digitale, l’agenda elettronica o se siano o meno in possesso di un proprio sito web.
Il risultato, senza volergli attribuire alcun significato scientifico (ha risposto all’indagine solo il 16% degli iscritti), è alquanto deludente.
Diamoci da fare… colleghi.
Victor Rampazzo



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