Il venturo Mercoledì, 10 marzo 2010, l'avvocatura italiana manifesterà in protesta: risulta ingiusticabile ritardo nell’approvazione del ddl di riforma dell’ordinamento forense, licenziato oltre tre mesi fa dalla Commissione Giustizia del Senato, e contro ogni futura scelta che voglia ulteriormente inflazionare la professione di avvocato e determinarne il definitivo scadimento.
“Un governo che dice di voler riformare la giustizia e rivendica la necessita’ di garantire un processo giusto - sostiene l’Unione Camere Penali Italiane - non puo’ permettersi di caldeggiare lo svilimento della funzione di garanzia dei diritti sia nel sistema costituzionale sia nel processo. Attendiamo oramai da mesi una riforma dell’ordinamento forense - proseguono le Camere Penali - che ponga un freno all’accesso indiscriminato alla professione, che introduca la specializzazione forense, che preveda un serio sistema di controlli deontologici.
Non possiamo restare indifferenti rispetto a chi paventa modifiche al sistema dell’accesso alla professione che costituisce l’emblema di una riforma ispirata a garantire il diritto dei cittadini ad un avvocato competente e consapevole dell’alta funzione costituzionale cui e’ chiamato ad adempiere”.
Gli avvocati, per questo, mercoledi’ prossimo si asterranno dalle udienze e si ritroveranno a Roma per la manifestazione nazionale.
“L’approvazione della riforma forense, nel testo licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato, e’ urgente, basta con i ritardi - scrive l’Organismo unitario dell’Avvocatura - la politica promette e non mantiene e l’avvocatura e’ stanca di aspettare. L’efficacia della giustizia e della giurisdizione reclamano un avvocato adeguato al ruolo costituzionale di garante dei diritti di tutti i cittadini”.


